Author Archives: Cesare Bianchi

Asciugamani elettrici, ecco perché sono la scelta migliore

In uno spazio pubblico, che sia un ufficio, un ristorante, un albergo o una palestra, la priorità è che l’ambiente bagno risulti sempre pulito, ordinato e assolutamente igienico per gli utenti. Oltre a questa esigenza, però, c’è la necessita dei titolari non solo di rispettare tutte le norme in termini di pulizia e funzionalità, ma anche di gestire correttamente le spese, scegliendo le soluzioni più economiche. E un asciugamani elettrico ad aria può essere la risposta a tutte le domande.

Ordine e igiene, innanzitutto

Installando un asciugamano elettrico appare subito evidente come il bagno risulti sempre pulito. Con questo tipo di apparecchi, infatti, si elimina completamente il problema dei rotoli di carta e del loro smaltimento. Mai più, quindi, cestini traboccanti, carta sul pavimento o peggio sanitari intasati dall’uso improprio della carta asciugamani. Ancora, numerosi test dimostrano che il sistema ad aria è infinitamente più igienico degli asciugamani in tessuto a rullo e, con i modelli attuali, non esistono nemmeno rischi legati a possibili atti di manomissione o vandalismo. In ambienti ad alto traffico di persone, come appunto palestre, aziende, ma anche scuole e luoghi pubblici, la pulizia è una priorità. E un dryer di moderna concezione annulla la necessità di dover ripassare i locali di continuo.

Grande risparmio economico

L’utilizzo della carta significa materiale di consumo. Per il titolare, la scelta di un asciugamani elettrico rappresenta la concreta possibilità di risparmiare su continui approvvigionamenti, oltre che un netto risparmio anche in termini di tempo speso per controlli e riordini. Con l’asciugamani elettrico l’investimento è solo quello dell’acquisto: in un anno, si tratta di costi in meno, rispetto all’uso della carta, valutabili in oltre il 90%. Ancora, va ricordato che con l’asciugamani elettrico il servizio è garantito automaticamente 24 ore su 24 e non c’è nulla da gestire o ricordare, nessuna burocrazia come invece avviene per l’acquisto di salviette di carta.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Assodato che praticità e risparmio sono assicurati, la scelta di installare un asciugamani elettrico si dimostra vincente anche sotto il profilo del design. I modelli più recenti, infatti, hanno linee che si integrano perfettamente anche con gli ambienti più esclusivi. Ad esempio i prodotti di Mediclinics, azienda leader del settore, vantano tutti un design moderno e innovativo. Ad esempio Dualflow Plus si distingue quale complemento ideale per ambienti superiori e ricercati, dove l’attenzione all’occhio del cliente è un aspetto fondamentale. E non solo: il filtro EPA che elimina il 99% dei batteri ed il biocote che riveste la cover, evitando il proliferarsi di cattivi odori o muffe, garantiscono la massima igiene.

Una scelta che rispetta l’ambiente

C’è poi un elemento sempre di attualità, ovvero l’impatto ecosostenibile di ogni acquisto. Anche in questo caso, un asciugamani elettrico è la scelta più rispettosa per l’ambiente, perché i modelli moderni non solo utilizzano una quantità davvero ridotta di energia elettrica, ma non impattano sul pianeta. Utilizzare la carta significa consumare alberi e impoverire la natura: con un asciugamani elettrico si risparmiano mediamente 24 alberi in 16 anni.

Quando Fido va in ufficio, e non solo

In Italia l’amore per gli animali va al di là delle mura domestiche: sono sempre di più i lavoratori che si recano in ufficio con il proprio “pet”, perché sempre più spesso le aziende consentono ai dipendenti di portare con sé il proprio animale da compagnia.

Il riconoscimento dei pet, quindi, va ben oltre l’ambito familiare. Gli amici a quattro zampe sono ormai membri riconosciuti delle nostre comunità, in cui godono di nuove possibilità e servizi e dove, sempre più, forniscono anche un proprio contributo. È quanto emerge dal compendio annuale sul mondo dei pet, curato da Assalco (Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) e da Zoomark International, con il contributo di Centro Studio Sintesi, di IRI Information Resources e dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

“Una crescente sensibilità rispetto al ruolo sociale dei pet”

“Il Rapporto restituisce la fotografia di un Paese che denota una crescente sensibilità rispetto al ruolo sociale dei pet, radicata al punto da tradursi in richieste di una maggiore riconoscimento anche a livello giuridico ed economico”, spiega Gianmarco Ferrari, Presidente di Assalco .

Qualche esempio del ruolo sociale dei pet? Oltre a fornire assistenza ai non vedenti, i cani prestano soccorso in situazioni di emergenza, o possono “aiutare” le persone affette da diabete grazie alla loro capacità di identificare le variazioni di glucosio nel sudore o nella saliva. Inoltre, contribuiscono, ai percorsi di riabilitazione negli ospedali, nelle carceri e nelle terapie di supporto a ragazzi vittime di bullismo.

La situazione legislativa…

Tea il 2013 e il 2018 parlamentari di tutti gli schieramenti hanno presentato 58 Ddl legati ai temi della tutela dei pet. Nessuno, però, è stato approvato, anche se le richieste avanzate sono state molteplici. A partire da questioni legate allo status, come l’inserimento dei pet nello stato di famiglia, o l’introduzione nella Costituzione italiana del principio della tutela degli animali.

A livello amministrativo, poi, da più parti si auspica la realizzazione di un’anagrafe nazionale degli animali d’affezione, che tenga traccia di passaggi di proprietà, trasferimenti e decessi. Che rappresenterebbe uno strumento utile anche nella lotta al randagismo e all’abbandono.

… e quella fiscale

Tra le varie proposte emerge anche l’esigenza di riduzione della pressione fiscale. A oggi, infatti, l’aliquota Iva è al 22% per prestazioni veterinarie, farmaci e alimenti per animali da compagnia, al pari quindi un bene di lusso, e tra i più alti livelli in Europa, andando a penalizzare i bilanci delle famiglie.

Considerando che nelle case degli italiani si stima vivano 30 milioni di pesci, poco meno di 13 milioni di uccelli, 7,5 milioni di gatti, 7 milioni di cani e 3 milioni tra piccoli mammiferi e rettili, per un totale di circa 60 milioni e 400 mila pet, l’impatto economico del nostro amico non umano sul bilancio familiare risulta decisamente considerevole.

L’agenzia SEO ideale: quale?

Inauguriamo il nostro nuovo blog parlando di SEO (search engine optimization), una tematica molto delicata e discussa nel mondo web: ci sono i detrattori, che la considerano ormai un’attività sovradimensionata per i risultati che è in grado di dare… e ci sono i sostenitori incalliti, che piuttosto che pagare un click a Google con gli annunci sponsorizzati spenderebbero capitali in ottimizzazioni e link building.

La realtà, come spesso accade, sta nel mezzo: la SEO, se combinata opportunamente e con la giusta strategia alle campagne PPC, è in grado di dare un ottimo supporto di traffico e consentire il raggiungimento degli obiettivi di conversione pianificati. Ma veniamo al dunque: in questi anni, abbiamo raccolto molti commenti ed opinioni durante i principali eventi in Italia dedicati al web, da professionisti del settore, imprenditori o semplici amanti dell’argomento, ed ecco la classifica delle 5 qualità più apprezzati dalle aziende e che qualsiasi agenzia SEO dovrebbe avere!

  1. Sapere ascoltare – che si tratti di esperienze precedenti, errori del passato, storia dell’azienda, sensazioni, obiettivi… una buona agenzia SEO deve sapere prima ascoltare attentamente, per poi proporre le giuste soluzioni
  2. Rendere partecipi – all’unanimità: basta con report freddi e tecnici, basta con ranking che, se non supportati da informazioni più “pratiche”, non significano nulla… Il cliente vuole essere partecipe di ciò che sta accadendo a capire come ci si sta muovendo
  3. Ammettere gli errori – nessuno è infallibile, e le agenzie web e SEO in particolare spesso e volentieri fanno delle castronerie: da quella keyword interpretata male, a quel link che ha fatto penalizzare il sito… l’importante è sbagliare il meno possibile, ovvio, ma sopratutto ammettere di aver sbagliato
  4. Proporzionare l’investimento ai risultati – sia chiaro, nessuno chiede di pagare ad obiettivi, non è assolutamente questo il punto…. ma l’opinione diffusa è che prima di fare lo step successivo, l’agenzia dimostri di aver centrato l’obiettivo precedente, per una crescita sostenibile e appurata in modo tangibile dal cliente
  5. Parlare in modo semplice – plebiscito: basta tecnicismi, acronimi strampalati o frasi estrapolate direttamente da un libro sul web marketing… Il cliente vuole capire (vedi punto 2), e per farlo è necessario che l’agenzia si metta sul suo stesso piano verbale

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