Business e sicurezza: per le aziende è urgente ottimizzare l’uso dell’AI 

L’introduzione di ChatGPT ha segnato un punto di svolta, rendendo l’Intelligenza artificiale accessibile a tutti, e trasformando radicalmente il processo di innovazione. Ma l’AI sta anche ridefinendo i modelli di business e il panorama della cybersecurity aziendale, aprendo nuove opportunità e al tempo stesso, nuove sfide per le aziende.

In questo scenario in continua evoluzione, la figura del CIO assume un ruolo cruciale. Non solo deve facilitare l’adozione dell’AI in azienda, ma deve anche governarla, garantendo che l’innovazione avvenga in modo sicuro, efficace e strategico.
In occasione dell’evento dedicato all’ecosistema IT in Italia, organizzato da GoBeyond, sono stati presentati i risultati dello studio ‘Total Cost of Ownership dell’AI’, realizzato da IKN Italy, in collaborazione con Casaleggio Associati e Nomios.

I costi nascosti dei progetti di AI

Secondo lo studio, il 32% delle aziende intervistate non monitora il valore generato dall’AI, mentre il 28% valuta i ritorni a livello operativo, e il 60% non monitora ritorni finanziari.
Il valore generato dall’AI solo a livello finanziario viene misurato dal 16% degli intervistati, mentre il 24% monitora ritorni finanziari e operativi.

I progetti AI hanno diversi costi nascosti, che vanno dal Data preparation and governance ai costi infrastrutturali, dalla manutenzione alla formazione fino al legacy. Il technical debt vale il 20-40% dei budget tecnologici, e può rallentare lo sviluppo.
L’analisi evidenzia i costi dei vari approcci, da SaaS o applicativi installati localmente (come Copilot), a cui tutto il personale aziendale ha accesso, a LLM via API o LLM in locale.

Una necessità o una rivoluzione?

L’indagine ha rilevato inoltre che attualmente l’adozione dell’AI nelle aziende è guidata nel 50% dei casi dal CIO, nel 32% dal CDO e solo nel 18% dal CAIO. Dati che aprono una riflessione più ampia: quale valore aggiunto apportano queste figure e quale grado di coinvolgimento richiede realmente l’Intelligenza artificiale in base alle esigenze aziendali?
Parallelamente, l’integrazione dell’AI nella cybersecurity è ormai una necessità per contrastare minacce sempre più avanzate.

Se da un lato l’AI sta rivoluzionando la sicurezza informatica grazie a sistemi di rilevamento avanzato, machine learning, automazione e analisi predittiva, dall’altro rappresenta anche un’arma nelle mani dei cybercriminali, capaci di sviluppare attacchi sempre più sofisticati.

Qual è il livello di utilizzo dell’AI nella cybersecurity?

Il 22% degli intervistati dichiara che non prevede alcuna introduzione dell’AI nella cybersecurity, il 22% la introdurrà entro i prossimi 12 mesi, il 34% utilizza soluzioni AI in modo marginale. Solo il 22% la utilizza in modo esteso.

In ogni caso, per sfruttare appieno il potenziale dell’AI nella cybersecurity, le aziende devono adottare un approccio equilibrato tra innovazione e gestione dei rischi.
La ricerca sottolinea cinque strategie fondamentali per un uso sicuro ed efficace dell’AI. Ovvero, una solida strategia di cybersecurity, investimenti mirati in soluzioni AI, formazione continua, collaborazione con partner del settore e monitoraggio costante delle tecnologie implementate.