Featured post

Proteggere una attività commerciale dai ladri

Mettere in sicurezza la propria attività commerciale è oggi più che mai una necessità di tutti coloro i quali custodiscono della merce particolarmente rilevante dal punto di vista economico all’interno dei locali in cui avviene la vendita.

Subire un furto infatti, il più delle volte comporta perdite per diverse migliaia di euro, il che non è certamente piacevole e in alcuni casi può determinare anche la chiusura dell’attività commerciale stessa. Per evitare questo tipo di problema, si preferisce adottare tutte quelle contromisure che consentono in maniera adeguata di dissuadere eventuali malintenzionati dal commettere un furto.

Quale soluzione è più efficace?

Sicuramente il posizionare delle telecamere rappresenta una soluzione interessante in quanto potrebbe indurre tante persone a rinunciare ai propri loschi intenti. Ad ogni modo, sempre più le cronache riportano episodi di furti avvenuti nonostante la presenza delle telecamere a circuito chiuso, con i malintenzionati che vanno ad indossare maschere e cappucci per rendersi non riconoscibili e dunque eludere questo tipo di misura di sicurezza.

Le inferriate apribili

Tenuto conto di questo, la soluzione migliore è sicuramente quella di provvedere a far installare le inferriate di sicurezza in ferro. Le inferriate di sicurezza, ed in questo caso specifico quelle apribili, rappresentano una barriera veramente solida e resistente, difficile da superare e per questo praticamente perfetta per difendere l’ingresso principale di una qualsiasi attività commerciale.

È statisticamente provato infatti che i malintenzionati, anziché perdere tempo e provare a forzare l’inferriata che si trovano davanti, preferiscano direttamente cambiare obiettivo e prendere di mira una attività commerciale che non presenta una soluzione simile a sua difesa. Tra l’altro grazie alla normativa vigente dell’investimento (il “Bonus Casa”) è al momento possibile portare in detrazione la spesa e dunque recuperare fino al 50% della somma spesa.

Featured post

Come potare un albero alto

Gli interventi di potatura sono davvero importanti per garantire agli alberi una buona salute e un aspetto sempre gradevole. Se siamo consapevoli di non avere la giusta esperienza per effettuare la potatura di un albero alto, meglio prima chiedere consiglio ad un esperto o rivolgersi direttamente a una azienda che si occupi della manutenzione giardini.

Nel caso in cui decidessimo di procedere autonomamente, la prima cosa valutare è il tipo di effetto che vogliamo ottenere da questa operazione.

Quando e come effettuare il taglio

Chiaramente la potatura va fatta nel momento in cui la pianta è in riposo vegetativo, dunque in inverno o in autunno. Dopo aver posizionato la scala poggiandola sull’albero, ed essersi accertati che questa sia ben salda a terra, è possibile iniziare a salire sino a raggiungere i rami da tagliare.

È preferibile utilizzare una imbracatura di sicurezza avvolgendo la cinghia attorno all’albero, in maniera da tutelarsi in caso di eventuali cadute. Dopo aver valutato quali siano i rami da tagliare, possiamo procedere con l’operazione di taglio possibilmente applicando dell’ apposito mastice sulle zone in cui abbiamo effettuato il taglio, così da evitare l’insorgere di muffe nell’albero o marciume.

La giusta tecnica

Il consiglio è sempre quello di partire dai rami più piccoli andando così a sfoltire la chioma. Nel caso in cui rami da tagliare siano particolarmente grandi e si renda dunque necessario utilizzare una motosega, è bene chiedere aiuto ad una seconda persona che possa sorreggere questo strumento quando non necessario e dare le giuste indicazioni per il taglio dal basso potendo godere di una visuale migliore.

In alternativa, considera che anche le forbici telescopiche possono essere preziose per le operazioni di taglio, proprio perché puoi allungarle e dunque raggiungere più comodamente il ramo da recidere.

Tenendo conto di queste indicazioni puoi provare ad effettuare autonomamente la potatura degli alberi ad alto fusto. Nel caso in cui dovessi intuire si tratti di una operazione troppo complicata meglio cercare l’aiuto di un esperto, sia per il benessere della pianta che per la tua sicurezza.

Featured post

Over Motel | Motel in Brianza

Quella di Monza e della Brianza è certamente una delle zone più belle d’Italia, che non a caso attira ogni anno migliaia di turisti, complice anche la presenza di tantissime aree verdi e opportunità di effettuare delle attività all’aperto. La Brianza è infatti una delle località più famose in Italia per quanti ad esempio amano il mondo dei motori e desiderano vedere i bolidi da vicino, per questo la zona di Monza rappresenta il luogo ideale in cui fare base per esplorare il meraviglioso territorio circostante e approfittarne per scoprire da vicino le auto più belle e potenti nel mondo in uno dei tanti autodromi della zona.

L’ Over Motel si trova esattamente a Vimercate (MB), ed è un 4 stelle di recente apertura accogliente e finemente arredato, l’ideale per un periodo di assoluto relax e svago. Oltre all’esplorazione del territorio circostante o raggiungere il centro di Milano in pochi minuti d’auto, è possibile lasciarsi coccolare direttamente in struttura: l’Over Motel dispone infatti di un bellissimo centro wellness, perfetto per concedersi la meritata pausa rigenerante mettendo da parte lo stress della vita quotidiana. Una grande vasca idromassaggio con acqua riscaldata aiuterà a tonificare i muscoli, mentre la sauna ed il bagno turco saranno perfetti per eliminare le tossine e rimuovere le impurità della pelle.

Tutte le camere sono dotate inoltre di aria condizionata e wi-fi gratuito, domotica, minibar gratuito, linea telefonica diretta, TV, cassaforte, kit cortesia, biancheria sanificata e soprattutto un comodissimo box parcheggio privato fronte camera. Non manca davvero nulla allora, per regalarti una permanenza di assoluto relax con la possibilità di effettuare diverse attività che si trovano proprio nei paraggi di questo motel Brianza. Verifica la disponibilità e prenota la tua camera contattando il numero 0395973862, o vai su overmotel.com per poter usufruire di promozioni speciali.

Featured post

Dispenser d’acqua IWM per l’ufficio: qualità e design

I distributori d’acqua per l’ufficio commercializzati dal ramo aziende di IWM sono il massimo sia dal punto di vista della qualità dell’acqua da bere che per quanto riguarda il loro design. Questi dispositivi di ultima generazione consentono infatti di purificare l’acqua grazie al sistema ad osmosi inversa che li caratterizza, e grazie al quale essi prelevano rendono pura l’acqua che prelevano dalla rete, migliorandone anche la mineralizzazione. A proprio piacimento inoltre, sarà possibile avere dell’acqua liscia o gasata, fredda o calda e del ghiaccio in base ai propri gusti. Tutto un altro modo di bere dunque, rispetto gli scomodi e costosi boccioni d’acqua che è solitamente possibile trovare negli uffici o all’interno delle grandi aziende. I dispenser d’acqua per ufficio IWM ti aiutano dunque anche a risparmiare e contribuire a salvaguardare l’ambiente, oltre che a rendere un buon servizio ai tuoi dipendenti e consentire loro di bere tutta la buona acqua che desiderano durante gli orari di lavoro.

È scientificamente provato inoltre, che idratarsi correttamente consente di mantenere sempre alta la concentrazione, e questo è un grande vantaggio soprattutto sul luogo di lavoro. In ultima analisi, i dispenser che IWM commercializza vantano un design moderno ed accattivante che è in grado di adattarsi perfettamente a qualsiasi tipo di ambiente e arredi. Potrai decidere se acquistare direttamente il tuo dispenser o se noleggiarlo, mentre sarà la stessa IWM ad occuparsi dell’installazione del dispenser e provvedere alla sua manutenzione annuale, così da garantirne sempre la massima efficienza nel tempo. Fidati di chi, come IWM, opera con successo da oltre 30 anni nel campo del trattamento dell’acqua e ha acquisito nel tempo l’esperienza necessaria per proporti soluzioni in grado di soddisfare le tue necessità garantendoti un livello di qualità dell’acqua davvero elevato. Contatta il numero verde 800.685.540 per informazioni di ogni tipo, un consulente IWM ti offrirà volentieri il suo supporto.

Featured post

Calzature Bruno Bordese | Qualità e design

Le calzature Bruno Bordese si contraddistinguono per la loro creatività e voglia di osare: dei veri e propri pezzi unici ormai divenuti un must per quanti amano vestire in maniera originale e di tendenza. Presente sul mercato da oltre 25 anni, Bruno Bordese consente sia a lui che a lei di indossare l’eleganza e l’estro oggi irrinunciabili per chi ama mostrare agli altri parte della propria personalità attraverso l’abbigliamento, e mantenere sempre un profilo di tendenza tipico degli artisti o delle persone più brillanti. Queste ottime calzature sono il frutto di una ricerca costante che non riguarda esclusivamente il design e le nuove tendenze, ma anche e soprattutto i materiali più resistenti e performanti, ovvero quelli in grado di garantire il massimo del comfort e grande durata nel tempo.

Gli ambiti dai quali Bruno Bordese trae ispirazione per le sue creazioni sono la streetart e lo stile di vita dei più giovani in particolar modo, ma anche ciò che è possibile ammirare nei più famosi mercatini dell’antiquariato: è proprio grazie a questo eccezionale mix di elementi classici e moderni che è possibile dare vita a prodotti che si distinguono dagli altri ed ispirano artisti e quanti hanno voglia di raccontare qualcosa di sé anche attraverso le calzature che si indossano. Tra le sue creazioni più famose, vi sono le scarpe dal forte richiamo vintage dovuto ad un particolare lavaggio in lavatrice, un trattamento della pelle che ha dato vita ad una linea oggi particolarmente apprezzata e ricercata da chi ama vivere stando sempre al passo con i tempi. Le calzature Bruno Bordese sono dunque trasversali ed in grado di essere apprezzate da persone che appartengono a generazioni differenti, accomunate però dalla necessità di vestire in maniera ricercata senza per questo dover rinunciare ad una scarpa che possa garantire al piede tutto il comfort di cui avvertiamo il bisogno.

Featured post

Asciugamani elettrici, ecco perché sono la scelta migliore

In uno spazio pubblico, che sia un ufficio, un ristorante, un albergo o una palestra, la priorità è che l’ambiente bagno risulti sempre pulito, ordinato e assolutamente igienico per gli utenti. Oltre a questa esigenza, però, c’è la necessita dei titolari non solo di rispettare tutte le norme in termini di pulizia e funzionalità, ma anche di gestire correttamente le spese, scegliendo le soluzioni più economiche. E un asciugamani elettrico ad aria può essere la risposta a tutte le domande.

Ordine e igiene, innanzitutto

Installando un asciugamano elettrico appare subito evidente come il bagno risulti sempre pulito. Con questo tipo di apparecchi, infatti, si elimina completamente il problema dei rotoli di carta e del loro smaltimento. Mai più, quindi, cestini traboccanti, carta sul pavimento o peggio sanitari intasati dall’uso improprio della carta asciugamani. Ancora, numerosi test dimostrano che il sistema ad aria è infinitamente più igienico degli asciugamani in tessuto a rullo e, con i modelli attuali, non esistono nemmeno rischi legati a possibili atti di manomissione o vandalismo. In ambienti ad alto traffico di persone, come appunto palestre, aziende, ma anche scuole e luoghi pubblici, la pulizia è una priorità. E un dryer di moderna concezione annulla la necessità di dover ripassare i locali di continuo.

Grande risparmio economico

L’utilizzo della carta significa materiale di consumo. Per il titolare, la scelta di un asciugamani elettrico rappresenta la concreta possibilità di risparmiare su continui approvvigionamenti, oltre che un netto risparmio anche in termini di tempo speso per controlli e riordini. Con l’asciugamani elettrico l’investimento è solo quello dell’acquisto: in un anno, si tratta di costi in meno, rispetto all’uso della carta, valutabili in oltre il 90%. Ancora, va ricordato che con l’asciugamani elettrico il servizio è garantito automaticamente 24 ore su 24 e non c’è nulla da gestire o ricordare, nessuna burocrazia come invece avviene per l’acquisto di salviette di carta.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Assodato che praticità e risparmio sono assicurati, la scelta di installare un asciugamani elettrico si dimostra vincente anche sotto il profilo del design. I modelli più recenti, infatti, hanno linee che si integrano perfettamente anche con gli ambienti più esclusivi. Ad esempio i prodotti di Mediclinics, azienda leader del settore, vantano tutti un design moderno e innovativo. Ad esempio Dualflow Plus si distingue quale complemento ideale per ambienti superiori e ricercati, dove l’attenzione all’occhio del cliente è un aspetto fondamentale. E non solo: il filtro EPA che elimina il 99% dei batteri ed il biocote che riveste la cover, evitando il proliferarsi di cattivi odori o muffe, garantiscono la massima igiene.

Una scelta che rispetta l’ambiente

C’è poi un elemento sempre di attualità, ovvero l’impatto ecosostenibile di ogni acquisto. Anche in questo caso, un asciugamani elettrico è la scelta più rispettosa per l’ambiente, perché i modelli moderni non solo utilizzano una quantità davvero ridotta di energia elettrica, ma non impattano sul pianeta. Utilizzare la carta significa consumare alberi e impoverire la natura: con un asciugamani elettrico si risparmiano mediamente 24 alberi in 16 anni.

Stanno per sparire le password?

Password addio? Forse sì. In effetti, le password sono un vero e proprio attentato alla nostra memoria. “Negli ultimi anni c’è stato un allarmante aumento del numero di password che una persona deve ricordare”, scrive El Paìs. Un recente rapporto rileva, ad esempio, che i dipendenti delle piccole e medie imprese ne utilizzano fino a 85 mentre quelli delle grandi aziende, in media, circa 25. Ora la domanda è: ma le password come le conosciamo oggi scompariranno prima o poi?

Come si stanno muovendo Apple e Google

In effetti la domanda non è poi così campata in aria. Colossi tecnologici come Apple e Google stanno infatti cercando di sviluppare soluzioni “in modo che gli utenti non debbano memorizzare tutte queste credenziali e assicurarsi che siano al sicuro” scrive il quotidiano di Madrid. Ad esempio, Apple, con il suo nuovo sistema operativo per iPhone, ha avviato una sostituzione della password, tanto che gli smartphone “sono più veloci nell’accesso, più facili da usare e molto più sicuri”, afferma l’azienda.
In pratica, questo nuovo sistema “consente all’utente di accedere a qualsiasi applicazione o servizio tramite Face ID o Touch ID, i sistemi di riconoscimento facciale e di identificazione delle impronte digitali Apple, senza inserire manualmente alcuna chiave di accesso” riporta ancora il quotidiano. 

Sistemi più efficaci contro il phishing

Questi sistemi, poi,  sono più efficaci nel contrastare ad esempio il phishing, poichè tali tecnologie impediscono di inserire le nostre credenziali o i dati sensibili in siti fraudolenti pronti a rubarle, dato che l’identificazione come utente è gestita in un point-to-point crittografato tra il nostro dispositivo e il servizio online a cui si desidera accedere. Oggi i nuovi strumenti Apple hanno chiavi di accesso crittografate e sincronizzate su tutti i dispositivi della Mela tramite il portachiavi iCloud. Se viene utilizzato un dispositivo non compatibile con questo sistema di archiviazione cloud, viene generato un codice QR che deve essere scansionato con l’iPhone. Sebbene questo metodo di accesso sembri abbastanza promettente, non tutte le app attualmente lo supportano.

Obiettivo password addio

L’eliminazione delle password è comunque diventata una delle principali sfide per le grandi aziende tecnologiche per risolvere alcuni problemi di sicurezza sul web. Ma ci sono degli svantaggi: uno dei problemi con i sistemi di autenticazione che utilizzano l’identificazione biometrica è che non si può modificare. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tel Aviv in Israele, però, ha già fatto sapere  di aver capito come aggirare una gran parte dei sistemi di riconoscimento facciale, dato che pure i sistemi biometrici non sono infallibili. Insomma, le password prima o poi spariranno: ma non sarà oggi.

Lavoro: quali sono le figure digital più ricercate dopo la pausa estiva?

Dopo i mesi estivi, a settembre e ottobre il mercato del lavoro riprende vita. “Ogni anno, tra luglio e agosto, il mercato del lavoro tende a rallentare – spiega Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati -: da una parte le aziende affrontano importanti periodi di chiusura, dall’altra i candidati sono meno propensi a candidarsi. In queste settimane, invece, le aziende stanno riprendendo tutti i processi che erano stati messi in pausa prima dell’arrivo dell’estate”. Le prossime settimane rappresentano quindi un ottimo periodo per cercare lavoro.
“Il periodo favorevole va fino alla metà di novembre – continua Adami -, quando iniziano fisiologicamente a calare le ricerche da parte delle aziende, in vista del blocco natalizio e della chiusura dell’anno e dei progetti in corso”. Ma quali sono le figure professionali più ricercate? Quelle digital, ovviamente.

Cercasi programmatore informatico

A dominare il mercato sono infatti soprattutto le figure digital, anche grazie al continuo processo di modernizzazione digitalizzazione delle imprese italiane. “Il comparto tecnologico continua a essere estremamente vivace – conferma l’head hunter -, con le aziende del settore alla costante ricerca di personale qualificato o altamente qualificato”.
Si parla quindi, ad esempio, del programmatore informatico. “Il mercato del lavoro è alla continua ricerca di figure in grado di sviluppare software e app, con aziende, che per via del numero ridotto di candidati, hanno molto spesso difficoltà nel portare a termine in modo efficace il processo di selezione del personale”, puntualizza Adami.

Ingegneri esperti di machine learning e Intelligenza artificiale

Quanto le qualifiche più specifiche, e le nicchie destinate a diventare sempre più importanti, sta crescendo il numero di ricerche di ingegneri esperti nel campo del machine learning e dell’Intelligenza artificiale.
“Molte aziende italiane e tante multinazionali hanno bisogno di professionisti in grado di creare algoritmi capaci di rendere autonomi i sistemi digitali, e non solo, per le applicazioni nelle più diverse attività industriali e commerciali”.

Specialista Iot e cybersecurity

Restando nel campo delle professioni più cercate negli ultimi anni, l’head hunter cita poi lo specialista di Internet of Things, “una figura professionale con le competenze necessarie per trasformare in realtà l’Internet delle Cose, dando alle aziende la possibilità di sfruttare in modo efficace il sempre più vasto ecosistema IoT”.
Di certo, considerato il continuo espandersi dei dispositivi connessi e la sempre maggiore centralità delle reti, non può che essere sempre più ricercata anche la figura dell’esperto in cybersecurity. A spingere in questa direzione sono sia le minacce informatiche sempre più presenti, sia l’evoluzione delle normative per quanto riguarda la privacy e il web.

Meta sta pianificando funzionalità a pagamento per le sue app

Lo riporta il sito specializzato in tecnologia The Verge, che ha potuto visionare un memo interno inviato di recente ai dipendenti della società di Mark Zuckerberg: pare che Meta si stia apprestando a mettere in piedi un team ad hoc per pianificare possibili funzionalità a pagamento per le sue app Facebook, Instagram e WhatsApp.
La nuova divisione, sottolinea The Verge, è la prima seria incursione di Meta nella creazione di funzionalità a pagamento nelle sue principali app, che insieme contano miliardi di utenti in tutto il mondo.

Un gruppo di lavoro ad hoc: il New Monetization Experiences 

Il gruppo di lavoro costituito da Meta è stato chiamato New Monetization Experiences, e sarà guidato da Pratiti Raychoudhury, che in precedenza ricopriva il ruolo di capo della ricerca di Meta.
“Vediamo opportunità per creare nuovi tipi di prodotti, funzionalità ed esperienze per cui le persone sarebbero disposte a pagare e per cui sarebbero entusiaste di pagare”, ha affermato a The Verge John Hegeman, vicepresidente Monetizzazione di Meta, che supervisiona il gruppo e che ha fatto intendere per l’implementazione delle funzionalità “un orizzonte temporale di cinque anni”.

Da Twitter a TikTok tutti i social vogliono “monetizzare” sui creators

In realtà, sulle piattaforme di Meta sono già presenti funzionalità a pagamento, come ad esempio nei gruppi di Facebook, in cui gli amministratori possono addebitare l’accesso a contenuti esclusivi. Oppure su WhatsApp, dove ad alcune aziende viene addebitata la possibilità di inviare messaggi ai propri clienti. Instagram ha invece recentemente annunciato che i creatori potrebbero anche iniziare ad addebitare un abbonamento per l’accesso a contenuti esclusivi. Del resto, anche altri social come Twitter e TikTok hanno iniziato a testare contenuti a pagamento per i creators, riferisce Ansa.

Diminuiscono i ricavi: colpa degli investimenti dirottati sul Metaverso?

La decisone di apportare funzionalità a pagamento per le proprie app arriva dopo un calo di introiti per la società sia nella raccolta pubblicitaria sia negli investimenti dirottati nel Metaverso, la nuova scommessa della compagnia. L’ultima trimestrale di luglio ha infatti certificato ricavi diminuiti anno su anno per la prima volta in assoluto. Di fatto, l’azienda di Zuckerberg è alle prese con la contrazione del settore e con la modifica firmata Apple del suo sistema App Tracking Transparency, che dà la possibilità agli utenti di non fornire informazioni dettagliate agli inserzionisti. Insomma, riferisce Il Giornale, per Meta le stime non sorridono, ed è previsto ‘un anno difficile’ sul lato economico. Secondo Hegeman, quindi, le funzionalità a pagamento potrebbero diventare una parte significativa dell’attività di Meta a lungo termine.

Credito specializzato: primo trimestre 2022 superati i livelli pre-pandemia

È quanto emerge dalla 15esima analisi annuale dei dati aggregati relativi al credito specializzato effettuata dalle associazioni di categoria Assifact, Assilea e Assofin: nonostante le incertezze generate dal contesto geopolitico e le tensioni macro-economiche, nei primi tre mesi del 2022 il credito specializzato ha superato i livelli pre-pandemia. Confrontando i dati con lo stesso periodo del 2019, la nuova produzione evidenzia infatti una variazione positiva del +7,7%. I diversi comparti, tuttavia, mostrano trend differenti. A fronte di una decisa crescita del valore dello stipulato nel mercato del leasing, la crescita del turnover è più contenuta per il factoring e le erogazioni di credito alle famiglie.

A fine 2021 circa 503,3 miliardi di euro di crediti

Nel contesto di ripresa che ha caratterizzato il Paese nel 2021, con il Pil annuale che ha segnato un +6,6%, l’attività degli associati delle tre associazioni di categoria Assifact, Assilea e Assofin è risultata pari a 365,4 miliardi di euro in termini di volume, segnando un aumento dell’11,9% rispetto al 2020 e incrementando la sua quota sul Pil del 20,6% (era il 19,8% nel 2020). La crescita è più marcata per il leasing (+25,6%), ma anche il credito alle famiglie (+13,4%) e il factoring (+10,0%) evidenziano incrementi a doppia cifra. I crediti in essere complessivi a fine 2021 si attestano a circa 503,3 miliardi di euro, e tornano così in territorio appena positivo (+0,4%), dopo il calo del 2020.

Le banche generaliste detengono il 59,8% del totale outstanding

Nel 2021 in ciascun settore si riscontra, tuttavia, un trend differente, che risulta in miglioramento per il factoring (+5,5%) e per il credito alle famiglie (+1.3%), mentre il leasing ha chiuso l’anno con una riduzione dell’8,3% dello stock. Nonostante il 67,8% dei flussi totali di credito provenga dagli operatori specializzati e il 32,2% dalle banche generaliste, il 59,8% del totale outstanding è detenuto dalle banche generaliste, quota sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente.

Un ruolo cruciale per la ripresa del Paese

“Il credito specializzato – si legge nell’analisi – conferma il suo ruolo di particolare importanza nell’ambito dell’economia italiana, cruciale anche per la ripresa del Paese, assicurando, attraverso i diversi comparti che lo compongono, strumenti flessibili a supporto delle esigenze di imprese e famiglie”.
La nuova produzione di credito specializzato nel 2021 rappresenta il 26,8% degli impieghi totali di banche e intermediari finanziari, quota significativa e sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Attraverso le forme di credito specializzato sono stati finanziati l’8,1% degli investimenti delle imprese e l’8,5% della spesa delle famiglie, quote entrambe in crescita rispetto all’anno precedente.

Sei milioni di italiani in vacanza con cane o gatto

Fido e Micio non si lasciano a casa: i pet fanno parte del nucleo familiare e per questo sei milioni di italiani partono per le vacanze con il loro animale al seguito. In particolare, poco meno della metà dei proprietari di cani (il 42,4%) farà le ferie in compagnia dell’amico a quattrozampe, percentuale che sale al 58,7% nella fascia di età 45-54enni. I dati sono stati diffusi in un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different.

Viaggiare in sicurezza

Sebbene quasi 1 proprietario su 2 (45,9%) sia disposto a spendere di più pur di avere maggiori servizi per l’amico a quattro zampe, sono ancora tanti i padroni che non pensano a tutelare i loro animali con un’assicurazione che li metta al riparo da eventuali imprevisti durante le ferie e, addirittura 8,4 milioni (34,5%), tra chi possiede un animale, non sanno neanche che esistano polizze specifiche per Fido e Micio. Così, anche se molti italiani viaggiano con i propri animali al seguito, sono ancora pochi coloro che hanno l’abitudine di assicurarli da eventuali imprevisti durante le vacanze e addirittura 8,4 milioni di proprietari hanno ammesso di non conoscere l’esistenza di questa tipologia di polizze. Sono, invece, circa 5 milioni i possessori di animali che hanno dichiarato di aver sottoscritto in passato un’assicurazione specifica dedicata ai pet, in aumento di circa 5 punti percentuali rispetto a quanto rilevato nel 2020, mentre quasi 2 su 10 (18%) hanno detto di essere intenzionati a stipularne una in futuro. In merito ai prodotti assicurativi a misura di pet, vale la pena segnalare che oltre alla normale copertura RC contro eventuali danni arrecati a terzi e al rimborso delle spese in caso di malattia o infortunio, alcuni prodotti mettono a disposizione una centrale operativa specializzata nell’organizzazione di vacanze pet friendly, con un supporto che va dalla ricerca della struttura ricettiva più adatta, fino alla spiaggia o ai ristoranti a misura di “cane e gatto”.

La scelta della destinazione tiene conto di tutti

Il benessere dell’animale, anche in vacanza, è importante per i proprietari. Tanti che sei padroni su 10 prima di scegliere la meta del soggiorno si informano se siano ammessi animali domestici, il 24,4% dichiara di scegliere mete raggiungibili in auto, mentre 5,4 milioni, semplicemente, scelgono posti vicini al loro luogo di residenza. Non solo; 11,2 milioni di proprietari sono disposti a pagare di più affinché l’animale goda di maggiori servizi e, nonostante l’inflazione e il rincaro generale dei beni che sta mettendo a dura prova gli italiani, la percentuale di chi è disposto a pagare di più per far star bene il proprio animale in vacanza risulta più alta del 13,6% rispetto al 2020. Per queste vacanze, l’alloggio preferito risulta essere in strutture ricettive come alberghi, agriturismi, hotel e B&B, scelti da 2,3 milioni di possessori di animali (38,5%).

Orario flessibile, benessere e fiducia: ecco cosa chiedono i lavoratori ai loro titolari

“Le tensioni degli ultimi due anni ci hanno costretti a riflettere su ciò a cui diamo veramente valore e abbiamo l’opportunità, unica per questa generazione, di ripensare il nostro modo di lavorare e di vivere”, ha dichiarato Arianna Huffington, fondatrice e ceo di Thrive, azienda specializzata nelle soluzioni tecnologiche per il cambiamento dei comportamenti. E sono proprio i lavoratori a chiedere ai loro titolai e manager la possibilità di evolvere i rapporti di lavoro, dando priorità a valori quali la flessibilità, la fiducia  I lavoratori chiedono ai loro datori di lavoro di passare e il benessere. Sono alcune delle evidenze emerse dalla ricerca What workers want: dalla ricerca alla realizzazione sul lavoro, condotta da ManpowerGroup, multinazionale leader nelle innovative workforce solutions, e Thrive.

Per gli italiani la flessibilità è un valore prioritario

L’indagine è stata realizzata coinvolgendo oltre 5.000 lavoratori in cinque Paesi di cui più di un migliaio in Italia e rivela che la quasi totalità dei lavoratori italiani (96%) considera la flessibilità importante. Tuttavia, la natura di tale flessibilità varia. In questo momento la richiesta delle persone è di una flessibilità ritagliata sulle loro esigenze, con il 51% che vuole scegliere l’orario di inizio e fine lavoro e il 17% che sarebbe disposto a rinunciare a un giorno di stipendio per lavorare quattro giorni alla settimana, pur di raggiungere un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro. I risultati indicano anche che il ruolo dei leader sta cambiando, poiché la fiducia e i valori condivisi sono sempre più importanti e i lavoratori sono disposti ad andarsene se non si sentono adeguatamente supportati. Secondo l’indagine, la fiducia è un fattore chiave per una forza lavoro sana e felice. La fiducia nei colleghi è giudicata importante dall’82% dei lavoratori italiani, seconda solo all’equità della retribuzione (88%) e alla sicurezza delle condizioni di lavoro (87%), mentre la fiducia nei leader è stata giudicata un requisito necessario da più di due terzi degli intervistati (69%). Inoltre, le persone vogliono lavorare per aziende con cui condividono valori e convinzioni (69%), e il 73% cerca un significato personale nel proprio lavoro quotidiano.

Salute mentale in primo piano

Un altro aspetto interessante è quello che riguarda il benessere dei dipendenti. La pandemia ha posto la salute mentale in cima all’agenda pubblica e aziendale e i lavoratori vedono ora il benessere come una responsabilità condivisa con i datori di lavoro. I livelli di stress in Italia sono diminuiti rispetto al picco della pandemia (dal 42% al 36%), ma sono ancora superiori a quelli precedenti al marzo 2020 (29%). Sempre più spesso i datori di lavoro saranno chiamati ad affrontare il burnout, a contribuire a costruire la resilienza e a supportare azioni per il miglioramento del benessere delle persone.

GenZ: sullo shopping è diversa da tutte le altre

Secondo Manhattan Associates un aggettivo per descrivere la Gen Z potrebbe essere Generazione Omnichannel, perché è la prima generazione completamente omnicanale che frequenta, in egual modo, le vie dello shopping e le piattaforme social. La Gen Z, infatti, acquista ovunque convenga di più e nel momento che reputa migliore, senza necessariamente preferire un mezzo particolare per trovare ciò che desidera. Secondo un recente articolo di Vogue, ci sono il 56% di possibilità in più che la Gen Z abbia acquistato articoli fashion in-store negli ultimi tre mesi, e il 38% che abbia acquistato online nello stesso intervallo di tempo. Inoltre, vogliono acquistare su diversi canali, desiderano articoli di alta qualità e vogliono sempre essere aggiornati sui nuovi trend culturali. Questa consapevolezza dei trend sta evidenziando alcuni fattori chiave, non ultimo il fatto che la Generazione Omnichannel sia più attenta alle questioni ambientali e al modo in cui avranno impatto sul futuro.

Viva il second hand 

Allo stesso tempo, la Generazione Z è considerata il gruppo più critico, con una visione dell’acquisto e del consumo molto diversa rispetto a quelle precedenti. Sono gli ultimi a essere entrati nel mondo del lavoro, quelli che avranno grande potere d’acquisto nei prossimi decenni, e questo significa che i brand dovranno guadagnarsi la loro fiducia. Inoltre, la frequenza di acquisto di nuovi articoli da parte della Gen Z è stata radicalmente influenzata dal mercato dei prodotti di seconda mano e vintage, un tipo di mercato che ha il 28% di possibilità in più per questa generazione.

Le soluzioni BNPL

Secondo PayPal, il 22% della Generazione Omnichannel ha utilizzato soluzioni BNPL (Buy-Now, Pay-Later) per acquistare articoli più cari e di miglior qualità. Dall’inizio della pandemia, infatti, il 123% ha utilizzato il BNPL rispetto a prima, rappresentando così la quota più elevata rispetto a tutte le altre generazioni. Inoltre, la Gen Z ha continuato ad adottare soluzioni di pagamento mobile, app e wallet più velocemente di qualsiasi altro gruppo di consumatori. L’aspettativa di poter pagare come, quando e con quale dispositivo o piattaforma desiderano è qualcosa che ormai fa parte delle loro abitudini d’acquisto. Di conseguenza, le tecnologie tradizionali di pagamento e Point-of-Sale (PoS) devono essere aggiornate e poter offrire queste diverse soluzioni.

La nuova potenza culturale ed economica nel retail

Un’azienda che voglia avere successo di fronte a una costante evoluzione, riporta Ansa, deve quindi essere abbastanza agile non solo da introdurre diverse opzioni di acquisto, ma deve anche riuscire a supportarle con le funzionalità necessarie per soddisfare le aspettative di nuovi gruppi. La Generazione Omnichannel è la nuova potenza culturale ed economica nel contesto del retail, e continuerà a dettare il cambiamento culturale, le abitudini di acquisto, e molto altro nei prossimi 20 anni.

Sono oltre 4 miliardi gli utenti globali dei social media

Per la precisione sono 4,62 miliardi le persone che, in tutto il mondo, utilizzano i social media. Un dato impressionante, che conferma che il 58,4% della popolazione globale sia diventata nel corso del tempo fan delle piattaforme social Al di la dei pregiudizi e dei giudizi spesso superficiali che riguardano l’universo social, è un dato di fatto che questi strumenti abbiamo completamente rivoluzionato il modo di comunicare, informarsi, intrattenersi e pure lavorare. Insomma, i social fanno talmente parte della nostra vita che vengono addirittura celebrati con un Social Media Day, giornata che cade il 30 giugno di ogni anno.

Come è iniziata

Il Social Media Day è stato introdotto per la prima volta nel 2010 peri iniziativa del sito specializzato americano Mashable dopo aver visto l’impatto di queste piattaforme sulla società e anche sul mondo del lavoro. La prima piattaforma di social media è stata Friendster nel 2002, poi è arrivato Linkedin nel 2003 e Facebook nel 2004 che ha fatto realmente emergere la portata di questi strumenti. L’aggiunta più recente all’elenco dei pesi massimi dei social media, riferisce Ansa, è TikTok. L’app è stata lanciata nel 2016 ed è diventata popolare soprattutto tra i giovani grazie alle sue funzionalità di musica e video. Oggi tra le piattaforme di social media più utilizzate ci sono Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, WhatsApp e TikTok.

2 ore e 27 minuti l’utilizzo medio giornaliero

Ma ci sono anche altri dati interessanti relativi all’uso dei social, oltre ai numeri relativi alla platea globale. Secondo una statistica di SmartinsIghts oltre la metà della popolazione globale usa i social media (il 58,4%, pari a 4.62 miliardi di persone), l’utilizzo medio giornaliero è di 2 ore e 27 minuti. Queste piattaforme sono però diventate un grimaldello per i cybercriminali per risalire alle abitudini degli utenti e alle password usate. Per questo gli esperti della società di sicurezza Yoroi consigliano di limitare la condivisione di informazioni personali, usare email, login e password diverse per i differenti servizi che usiamo, costruire password lunghe, robuste e complesse senza riferimento a hobby, passioni e residenza. 

Il buono dei social

L’impatto socio-economico e culturale dei social media sulla società e sull’economia è stato impressionante e il Social Media Day riconosce questo potere. Un altro motivo per cui Mashable ha lanciato la giornata mondiale dei social è per dimostrare il ruolo che queste piattaforme hanno e hanno avuto sulle comunicazioni in tutto il mondo. Nonostante tutte le preoccupazioni associate ai social media, è una dato di fatto che le piattaforme più utilizzate hanno dato voce alle persone comuni e hanno dato spesso l’opportunità di informare l’opinione pubblica.

Dieta mediterranea, cibi di stagione e pasta per gli italiani

Naturalità, stagionalità, salute e gusto: gli italiani, quanto si tratta di alimentazione, prediligono la idea mediterranea e gli ingredienti di stagione, sinonimo di bontà e benessere. Verdura, legumi e cereali da abbinare alla pasta, un prodotto facile da conservare e cucinare, sempre più amato dagli italiani e amico dell’ambiente, con un impatto ecologico dal campo alla tavola minimo rispetto ad altri alimenti (meno di 1m2 globale a porzione e appena 150 grammi di CO2).  

Stare bene nonostante il tran tran quotidiano

La ricerca mostra che mangiare di stagione è possibile, anche con gli impegni, i limiti e la frenesia delle nostre giornate, e che la pasta è ideale e gustosa compagna, trecentosessantacinque giorni, dei prodotti dell’orto, del campo e del bosco. Ma anche un viaggio alle radici del vivere mediterraneo, che reinterpreta e attualizza in chiave moderna la triade cereali-legumi-ortaggi che ci ha nutrito per millenni… e non solo. Un esclusivo ricettario amico dell’orto e nemico degli sprechi firmato dalla blogger e scrittrice green Stella Bellomo e messo a disposizione gratuitamente sul sito dei pastai italiani di Unione Italiana Food.

Obiettivo sostenibilità
La ricerca di uno stile di vita sostenibile, rispettoso dell’ambiente e dei cicli del nostro pianeta, è un fenomeno in rapida crescita. Sei italiani su dieci coltivano l’orto – urbano, condiviso, nel terrazzo o nel giardino di casa, ma è solo una parte di un fenomeno più ampio che include il piacere di mangiare in modo semplice, di stagione, magari con gli avanzi del giorno prima, proprio come facevano le nonne. Secondo un sondaggio di We Love Pasta su un campione di cinquemila persone, l’80% mette nel carrello della spesa prodotti sostenibili, il 60% sceglie sempre frutta e verdura di stagione e il 25% prova a farlo.

Pasta, buona e naturale

La pasta è perfettamente coerente con la ricerca quotidiana della naturalità: parliamo di un prodotto della terra, facile da conservare e cucinare, sempre più amato dagli italiani e amico dell’ambiente, con un impatto ecologico dal campo alla tavola minimo rispetto ad altri alimenti (meno di 1m2 globale a porzione e appena 150 grammi di CO2). E la mangiamo tutto l’anno, in media 3-5 volte a settimana.
“La pasta è il complemento perfetto per chi vuole mangiare in modo sostenibile e con ingredienti di stagione, afferma Riccardo Felicetti, Presidente dei Pastai Italiani. Abbiamo per questo deciso di condividere in questa guida le potenzialità della pasta andando oltre le soluzioni più note. Pasta Quattro Stagioni apre una porta, attuale e non scontata, su una dimensione sempre più attuale della Dieta Mediterranea, alleata del nostro benessere. Agli italiani il compito di esplorare questo “spazio” e aiutarsi con la fantasia per cucinare primi piatti sempre più vari, salutari e appetitosi”.

A giugno 560mila assunzioni, ma permane la difficoltà di reperimento

A giugno le opportunità di lavoro offerte dalle imprese sono circa 560mila, soprattutto nei settori commercio, turismo e servizi alle persone. In crescita, però, è anche la difficoltà di reperimento, che si attesta al 39,2%, circa +9% rispetto a giugno 2021.
A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di giugno. Secondo il Bollettino, l’industria programma a giugno 131mila entrate, +32mila assunzioni rispetto maggio e 328mila nel trimestre giugno-agosto, ma -32mila rispetto a quanto previsto a giugno 2021.

Circa 428mila contratti nei servizi

Nel settore dei servizi sono circa 428mila i contratti di lavoro che si intendono attivare (+83mila rispetto a maggio) e oltre 1milione quelli previsti per il trimestre giugno-agosto. Si conferma il prevalente ricorso ai contratti a tempo determinato (oltre il 60% dei casi), mentre i contratti a tempo indeterminato raggiungono il 14,2%, di somministrazione il 9,6%, di apprendistato il 5% e le altre tipologie contrattuali l’11%. A guidare la domanda di lavoro sono i principali comparti dei servizi: la filiera turistica ha programmato per l’inizio del periodo estivo 157mila assunzioni (+50,1% su maggio), i servizi alle persone 74mila (+10,2%), e il commercio 70mila (+34,6%).

Mismatch più elevato tra gli operai specializzati

Previsioni positive anche per i servizi dei media e comunicazione (+77,5%) e assicurativi e finanziari (+51,5%). Per quanto riguarda i settori manifatturieri, i flussi di assunzione più elevati sono previsti dalle industrie meccaniche ed elettroniche (21mila), le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (17mila) e le industrie alimentari (13mila), con variazioni positive rispetto al mese scorso, ma negative rispetto ai livelli segnalati un anno fa. Dinamica simile anche per le costruzioni, con 46mila assunzioni programmate (+39,3% su maggio, ma -19,7% rispetto al 2021). In crescita anche a quota di assunzioni per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento. Il mismatch si conferma più elevato tra gli operai specializzati (53,1%), le professioni tecniche (48,3%), e tra i dirigenti e le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (46,9%).

Difficoltà di reperimento: si conferma il ranking da Nord a Sud

Tra i profili più difficili da reperire, specialisti in scienze della vita (76,1%), in scienze matematiche, informatiche e scientifiche (55,2%), tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (64,2%), informatici, telematici e delle telecomunicazioni (58,9%), della salute (57,1%) e tecnici in campo ingegneristico (56,0%). Tra gli operai specializzati, difficoltà di reperimento soprattutto per fonditori e saldatori (67,0%), fabbri ferrai e costruttori di utensili (63,1%), operai addetti alle rifiniture delle costruzioni (62,9%) e meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili (62,1%).
A livello territoriale si conferma il ranking da Nord a Sud: per le imprese del Nord-Est sono difficili da reperire il 44,5% delle figure ricercate, seguite dal Nord-Ovest (41,2%), Centro (37,7%) e Sud-Isole (33,8%).