La rete è entrata stabilmente nella vita degli italiani, ma non sempre in modo sicuro. Secondo l’ultimo report pubblicato dall’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), il 52% degli italiani ha avuto esperienze dirette con contenuti dannosi online: dalla disinformazione all’hate speech, fino a fenomeni gravi come il revenge porn.
La ricerca – che ha coinvolto oltre 7.000 persone dai 6 anni in su – delinea un Paese altamente connesso ma ancora impreparato ad affrontare i rischi digitali.
Solo i giovani manifestano le loro preoccupazioni
La consapevolezza del problema c’è: più dell’80% degli italiani si dichiara preoccupato per la presenza di contenuti pericolosi in rete. Eppure, quasi la metà della popolazione (44%) non sente l’esigenza di chiedere supporto o informarsi su come navigare in modo più sicuro.
I giovani sotto i 18 anni, al contrario, tendono a parlarne più facilmente, soprattutto con genitori e insegnanti.
Internet parte della quotidianità, ma mancano le competenze
Il 90% degli italiani accede ogni giorno a Internet, con un uso intensivo: quasi uno su due trascorre più di quattro ore online. Pochi però hanno strumenti adeguati per orientarsi nel mondo digitale: quasi due terzi degli intervistati (64,6%) non conosce i criteri con cui gli algoritmi selezionano e mostrano i contenuti.
Solo il 7% della popolazione dimostra una solida alfabetizzazione digitale.
La prima educazione digitale avviene in famiglia
L’educazione digitale spesso inizia in casa. L’80% delle famiglie stabilisce regole sull’uso di Internet da parte dei figli.
I metodi sono diversi: i genitori più giovani optano per controlli rigidi e limiti di tempo, mentre quelli over 45, in particolare se con un’istruzione più alta, preferiscono il dialogo e la supervisione attiva.
Come reagiscono gli italiani ai contenuti pericolosi?
Quando si trovano davanti a contenuti inappropriati, la maggior parte delle persone reagisce: oltre l’80% cambia canale, evita la fonte o abbandona la piattaforma.
Ma solo un italiano su tre verifica l’attendibilità delle notizie prima di condividerle. Anche in questo caso, il livello di istruzione influenza fortemente i comportamenti: chi ha studiato di più è anche più critico e reattivo.
Italiani sempre più connessi, ma poco preparati
Il quadro che emerge è chiaro: in Italia l’accesso alla rete è ormai capillare, ma manca un’adeguata preparazione.
L’AGCOM sottolinea l’urgenza di rafforzare l’educazione digitale, a partire dalle scuole e dalle famiglie, per colmare il divario tra connessione e consapevolezza.