Il ‘people development’ è una pratica sempre più popolare tra le imprese italiane, specialmente tra le grandi realtà. Nel 2023, il 95% delle medie e grandi aziende ha offerto corsi di formazione ai propri collaboratori, un dato che arriva al 100% nelle aziende con più di 500 dipendenti.
Nel campo specifico del business coaching, il 96% delle aziende è propenso ad avviare percorsi dedicati o continuare quelli già intrapresi, e i responsabili HR ne apprezzano i benefici per i dipendenti.
È quanto emerge da ‘Il Business Coaching nelle aziende italiane (2024)’, la ricerca sul people development in Italia, realizzata da BVA Doxa per Speexx.
Lo studio ha l’obiettivo di mappare l’impatto del coaching sul benessere e lo sviluppo delle persone in azienda.
Driver, impatto e modalità di erogazione dei programmi
Quando si parla di business coaching, il 99% degli intervistati sa di cosa si tratta o almeno ne ha sentito parlare. Nell’86% dei casi, le discussioni interne all’azienda relative alla possibilità di avviare percorsi di business coaching si sono concretizzate con l’attivazione di programmi dedicati.
La ragione principale che spinge le organizzazioni a introdurre questo tipo di attività è la crescita dei propri collaboratori (84%), oltre all’opportunità di aumentare le chance di business (51%).
Quanto alle aree aziendali in cui l’impatto del business coaching è maggiore, sul podio si trovano organizzazione/gestione del personale (34%), pianificazione strategica (20%), commerciale (19%), customer care (11%), comunicazione (6%), e produzione (5%).
Il percorso di formazione e il coach perfetto
L’indagine ha inoltre rilevato quanto sia efficace affidarsi a risorse esterne specializzate nel coaching aziendale. La modalità in outsourcing è stata indicata da gran parte del campione intervistato come particolarmente vantaggiosa per preparare le persone a svolgere il proprio ruolo in azienda (64%). Quest’approccio aiuta infatti a rafforzare i team (53%) e le persone tendono ad aprirsi di più con un interlocutore esterno (40%).
È importante che i percorsi di coaching vengano pensati e pianificati insieme ai responsabili HR, per soddisfare al meglio le aspettative dei dipendenti.
Tra le qualità più apprezzate dei formatori rientrano la capacità di concentrarsi sui cambiamenti (28%), l’esperienza nel settore dell’azienda (25%), e la capacità di porre domande giuste ai suoi interlocutori (25%).
Un alleato per la crescita
Tra i vantaggi del business coaching, gli HR manager intravedono soprattutto opportunità di crescita per i dipendenti. L’employability è un fattore chiave per trattenere le persone in azienda. Tanto che la totalità di coloro che hanno intrapreso un percorso di coaching aziendale è soddisfatta dei risultati raggiunti e del processo di crescita innescato da attività mirate.
Nello specifico, sebbene per il 46% ci siano ancora margini di miglioramento, il 54% degli intervistati si ritiene pienamente soddisfatto.
Tra questi, il 71% appartiene alla fascia più giovane del campione, con un’età inferiore a 45 anni.