Quasi 3 italiani su 4 (73%) sanno che gli alberi abbassano la temperatura nel luogo in cui sono piantati, limitando la formazione delle ‘isole di calore’, ma uno su 5 non sa che gli alberi mitigano gli effetti della pioggia intensa e limitano gli allagamenti. E, ancora, un italiano su 3 ignora che in città gli alberi sono in grado di assorbire CO2.
In media, il 60% sa che le foreste molto estese assorbono grandi quantità di CO2, in misura maggiore i 55-64enni (65%), rispetto ai 18-24enni (58%).
Emerge dalla ricerca elaborata dalla divisione Annalect di Omnicom Media Group per Prospettiva Terra, il progetto non-profit fondato dal Stefano Mancuso, accademico e divulgatore scientifico, e Marco Girelli, ceo di Omnicom Media Group Italia.
“Costruire un modello cooperativo e diffuso simile alle reti vegetali”
“Il 2024 sarà l’anno più caldo di sempre, il primo con una temperatura media globale di 1,5 gradi sopra i livelli preindustriali – afferma Mancuso -. Per questo bisogna educare le persone, fare formazione e informazione su come proteggere il nostro pianeta e limitare i danni. Questo è l’obiettivo di Prospettiva Terra, con cui stiamo costruendo un modello cooperativo e diffuso, simile alle reti vegetali, in cui delle imprese private decidono di farsi carico del futuro che ci aspetta, lavorando nell’unica direzione possibile, ossia la partecipazione diretta a progetti di innovazione scientifica”.
Quercia, abete, pino sul podio dei preferiti
Per oltre 6 italiani su 10 è la quercia l’albero più in grado di contrastare gli effetti del cambiamento climatico, superando abete (39%), pino (37%), tigli (25%), cipressi (24%), frassini (23%).
“Le piante sono vere e proprie macchine in grado di stoccare CO2 nei propri tessuti legnosi e assorbire alcuni inquinanti atmosferici, come il monossido di carbonio e particolato atmosferico. La farnia, ovvero la quercia più conosciuta – spiega Camilla Pandolfi, ceo e R&D Manager Pnat – è in grado di apportare numerosi benefici nell’arco della sua vita. Anche tigli e frassini sono molto performanti per quanto riguarda la rimozione degli inquinanti, grazie a particolari caratteristiche delle foglie e dei rami che permettono alle particelle fini di depositarsi sulla loro superficie, rimuovendole dall’atmosfera”.
I benefici dei sempreverdi durano tutto l’anno
“Non dimentichiamo le specie sempreverdi, come abeti, pini e cipressi – aggiunge Pandolfi -, che a differenza degli alberi caducifoglie, mantengono la chioma fogliata tutto l’anno e apportano notevoli benefici ambientali anche nei mesi in cui le altre piante sono meno attive”.
Una cosa sicuramente mette tutti d’accordo: essere circondati da alberi dona benessere mentale, serenità e gioia. E quando agli italiani viene chiesto quali pensieri e stati d’animo associno agli alberi, la risposta è un sentimento di serenità e di leggerezza. La prima idea, riferisce Adnkronos, è quella del relax (33%), seguito da purezza (22%) e forza (17%), spiritualità (9%) e gioia (7%).