Italia, trasformazione digitale: quali opportunità e quali criticità?

Il percorso di trasformazione digitale che interessa l’Italia si inserisce all’interno di una cornice europea ben definita. Con il Programma per il Decennio Digitale 2030, l’Unione europea punta a costruire una società digitale più inclusiva, equa e sostenibile.

Gli obiettivi riguardano quattro aree chiave: sviluppo delle competenze digitali, infrastrutture sicure ed efficienti, sostegno alla digitalizzazione delle imprese e modernizzazione dei servizi pubblici.

La risposta italiana

L’Italia ha fatto propri questi indirizzi attraverso il PNRR, che destina risorse a connettività, 5G e digitalizzazione della Pubblica amministrazione, con l’intento di semplificare i servizi e ridurre i divari. Particolare attenzione è rivolta all’educazione digitale: scuole e università sono coinvolte in un processo di aggiornamento che mira a formare cittadini più consapevoli e preparati.

Digializzazione, una questione anche culturale

Il rapporto dell’Eurispes sottolinea come la digitalizzazione non sia solo una questione tecnologica, ma anche culturale. Chi è cresciuto in un contesto analogico tende a concepire il tempo in modo lineare e riflessivo, mentre i nativi digitali vivono in un flusso continuo e frammentato, spesso caratterizzato da velocità e simultaneità.

Secondo Save the Children, l’età di accesso allo smartphone in Italia si è abbassata notevolmente: oltre il 30% dei bambini tra i 6 e i 10 anni lo utilizza quotidianamente.

Identità e relazioni nell’era dei social

La costruzione dell’identità oggi passa inevitabilmente dai social network. Profili su Instagram, TikTok o Facebook diventano vetrine personali, alimentando una forma di “identità frammentata” che porta a un costante controllo dell’immagine. Questo fenomeno influisce anche sulle relazioni: i legami sociali non sono più ancorati a luoghi fisici, ma si sviluppano online, dando vita a rapporti più fluidi e talvolta meno stabili. Secondo il Rapporto Italia 2025 dell’Eurispes, tra i giovani tra i 18 e i 24 anni oltre la metà si sente più libera di esprimersi sui social, ma quasi uno su due avverte una perdita di tempo e una distanza crescente dalla realtà.

Il gap generazionale e le fragilità dei più giovani

I dati Istat (2023) mostrano che il 93,5% dei giovani tra i 20 e i 34 anni usa Internet regolarmente, contro poco più della metà degli over 65.
Questo gap non è solo tecnico ma anche culturale: gli adulti mantengono un approccio più sequenziale e riflessivo, mentre i giovani sviluppano modalità reticolari e veloci, spesso a scapito della profondità.

Una sfida di qualità, non solo di quantità

Secondo il Digital 2024 Global Overview Report, l’87,7% degli italiani è connesso, ma oltre 7 milioni di persone restano escluse, soprattutto nelle aree interne e tra le fasce più fragili. Inoltre, gran parte del tempo online è dedicata a intrattenimento e social, mentre solo il 18% degli utenti sfrutta la rete per attività formative o di cittadinanza attiva (Istat).

Per l’Italia, dunque, l’obiettivo non è garantire l’accesso, ormai quasi universale, ma trasformarlo in un utilizzo consapevole, critico e capace di generare valore sociale.